mercoledì 31 luglio 2013

Capitolo 2:Incontri

Ieri ho dormito benissimo. Il cambio dell'ora(+3 ore)non l'ho sentito. Questa mattina mi sono alzata presto. Ho lasciato dormire Micaela. Le ho lasciato un biglietto in cui le dicevo che sarei andata un po' in giro e che sarei tornata a mezzogiorno. Esco dall'albergo e mi dirigo verso la casa di una mia vecchia amica. Ricordo la strada come se ci fossi andata ieri. Mi accoglie con affetto. Quanto mi mancava l'accoglienza di quella gente.

Mi alzo che sono le nove. Mia madre non c'è. Sul tavolo c'è un biglietto.

Sono uscita, vado a incontrare degli amici. Tornerò verso mezzogiorno. Divertiti.
                                                                                                                                         Mamma


Sapevo che l'avrebbe fatto. Dopotutto, lei voleva venire qui per incontrare i suoi vecchi amici e per ricordare i vecchi tempi. Avevo deciso di accompagnarla dopo che il mio amore con Paolo era finito. Ma anche perché volevo allontanarmi da Milano, da tutti. Immagino che mia madre si sia sorpresa e ci credo: cercavo sempre di evitare i suoi racconti del viaggio verso questo posto. Lei era ed è una appassionata di viaggi. In uno dei numerosi viaggi per tutto il mondo, ha incontrato papà e dopo poco di sono sposati. Forse è voluta venire qui anche per dimenticarsi, dopo il loro divorzio. Il loro era stato un amore a prima vista ma secondo me dovevano conoscersi meglio prima di sposarsi. Ma se non si fossero sposati io non sarei qui. Lei l'aveva presa con filosofia.
Ma ora lasciamoci tutto alle spalle e andiamo a fare colazione. Credo che starò tutto il tempo in spiaggia. Non conosco molto il posto e devo avere mia madre accanto. Chiedo alla receptionist se conosce qualcuno che potrebbe accompagnarmi a fare un'escursione sottomarina. Ringrazio la mia laurea in Lingue. Inoltre, sono una scrittrice perciò devo provare tutto e distogliermi da ciò che mi è successo in questi giorni. Mi dice che deve chiedere se è disponibile una persona che potrebbe accompagnarmi. Telefona e dopo un po' qualcuno gli risponde. Dice qualcosa in una lingua che non conosco. Forse in creolo. Attacca e mi dice che lo trovo nella spiaggia in cui siamo andati ieri. La ringrazio e vado a prepararmi. Mezz'ora e sono lì. Trovo un  bellissimo ragazzo con pinne e maschera. Ha la pelle ambrata, i capelli ricci corti scuri, occhi marroni. Deve essere del posto.
-Sei Micaela?-mi chiede, in un italiano abbastanza sicuro, ma con un lieve accento che non riesco a identificare.
-Sì. - rispondo un po' incerta.
-Sono Louis, il ragazzo che oggi ti accompagnerà nell'escursione.
-Piacere di conoscerti. - dico, stringendogli la mano.
Ci prepariamo ed entriamo in acqua. I pesciolini ci nuotano intorno. Mi accompagna verso la barriera corallina. Non ci avviciniamo perché è vietato, ma comunque è bellissima.

Stiamo in acqua per molto, ma per me è pochissimo. Vediamo coralli, pesci tropicali, ricci di mare. Memorizzo tutto. Capisco perché mia madre si è innamorata di quest'isola. Usciamo e, dopo esserci cambiati, stiamo un po' in spiaggia.
-Ti sei divertita? - mi chiede, vedendo che guardo il mare con grande desiderio di ritornare.
-Sì, è tutto così incredibile. - rispondo. - Non ho mai visto niente di così bello.
-Già. Peccato che tutti considerano migliore Seychelles. - dice lui con tristezza.
-Vero. Quando le mie amiche hanno saputo che sarei venuta qui, mi hanno detto che non è niente in confronto a Seychelles. Ma questo è puro paradiso. Il mare, la sabbia...
-Sei venuta qui da sola o con qualcuno? - mi chiede.
-Sono venuta con mia madre. Lei è letteralmente innamorata di questo posto, come del resto lo sono io. Sono da un giorno qui eppure mi ha incantato subito.
-Forse è ora di tornare in albergo. Vuoi che ti accompagno? Devo andarci per riportare alcune cose.
-D'accordo. - dico, sorridendo.
Durante il ritorno all'albergo, scopro che lui ha il padre con origini italiane e la madre con origine francesi e mauriziane. Ha ventitré anni, come me, e ha una passione per le barriere coralline. Lavora da quattro anni nell'agenzia specializzata in esplorazioni sottomarine. E' molto simpatico e gentile. Mi viene naturale parlare con lui. A mezzogiorno, io e lui siamo ancora al bancone del bar a parlare, quando mi accorgo che mia madre dovrebbe arrivare tra poco. Anche lui deve andare.
-Posso chiederti il tuo numero di telefono o l'email?-mi chiede.
-Sì, certo. - rispondo e ci scambiammo i numeri di telefono. Poi se ne va.
A un certo punto, qualcuno mi tocca la spalla, mi giro e vedo mia madre curiosa.
-Ciao mamma. - la saluto.
-Ciao Micaela. - mi dice. - Andiamo a pranzo?
-Sì, certo.

-Allora, che cosa hai fatto in mia assenza?-le chiedo.
-Escursione sottomarina. Ho visto la barriera corallina e tanti pesci tropicali.
-Ti sei divertita?
-Sì, tantissimo. Ma tu? Com'è andata l'incontro con la tua vecchia amica?
-Abbiamo chiacchierato tantissimo. Mi ha detto cosa è successo in mia assenza. E mi ha offerto dei pasticcini. Ne ho portato qualcuno per te.
-Oddio mio. Ma sono .... i gateau napolitaines? - mi chiede lei, aprendo il contenitore che le ho dato.
-Sì. So benissimo che ne sei golosa e perciò...
-Grazie!!!!-dice lei alzandosi e abbracciandomi come se avesse ancora dieci anni.
-Li mangi dopo. Conoscendoti, so che sei capace di saltare tutto e di passare a quelli subito. - dico ridendo.
Lei ride a sua volta. - Sai che sono una golosona!
Sì, questa vacanza sta facendo bene a entrambe. La vedo allegra, spensierata, come non la vedevo da tanto tempo. Forse è dovuto anche al ragazzo che ho visto in sua compagnia?


Link utili: Ricetta napolitaines

Capitolo 1:Ritorno a Mauritius

Mi avvicino al finestrino dell'aereo e vedo che siamo quasi arrivati. Quel colore l'avrei riconosciuto dappertutto. Quando l'avevo visto per la prima volta, appena tornata in Italia lo cercai disperatamente. Mi aveva catturata. Per questo quando il mio soggiorno terminò, io ero disperata. Mi ero innamorata di Mauritius. Così mi ero ripromessa un giorno di tornare, e infatti tra poco atterreremo. Con me è venuta mia figlia, Micaela. Io ero rimasta molto stupita quando mi ha detto la sua decisione. Di solito lei cercava di evitare i miei discorsi su viaggi in posti esotici. Ma d'altronde, dopo l'ennesima delusione d'amore, credo le farà bene allontanarsi dall'aria inquinata di Milano. Guardo mia figlia. Dorme rilassata. Sì, credo che le farà molto bene questo viaggio. Dobbiamo distoglierci entrambe da tutto ciò che ci è successo ultimamente. La sveglio: tra un po' dobbiamo scegliere. Io non ho dormito molto. Le tredici ore di viaggio si sono fatte sentire. Mi sono svegliata un'ora fa, dopo essere rimasta a leggere un romanzo. La hostess annuncia che tra pochi minuti atterriamo. Bene, non vedo l'ora di uscire. Non vedo l'ora di respirare la brezza marina.

Quando atterriamo, andiamo subito in cerca di un taxi. Per fortuna ho ancora il numero di telefono di quel mio vecchio amico taxista. Quando sente la mia voce, non ci può credere che io sia proprio lì. Be', ci credo. E' da più di vent'anni che non vengo qui. Gli dico dove siamo, poi chiudo la telefonata.
-Sta arrivando?-mi chiede Micaela.
-Sì, sta arrivando.
-Per fortuna.
Mia figlia è sempre stata impaziente. Come del resto lo ero io. Ma ho intenzione di godermi quella vacanza. Quando arriva, dopo avergli detto dove ci deve accompagnare, si mette a chiacchierare in francese con me. Mi chiede cosa ho fatto in questi venticinque anni, se mi sono sposata. Quando arriviamo, siamo entrambi dispiaciuti, ma gli prometto che gli telefonerò presto.
L'albergo in cui abbiamo prenotato è meraviglioso, semplice ma elegante. La spiaggia non è molto vicina ma neanche lontana. Non si può pretendere tutto dalla vita. Micaela si era un po' lamentata, ma poi sono riuscita a convincerla. E adesso non si lamenta molto. Ci accolgono con calore. Andiamo in camera, mettiamo a posto le valigie e ci riposiamo un po'. Al momento del pranzo, scendiamo e ci gustiamo alcuni piatti creoli. Quando la cameriera mette i piatti sul tavolo, Micaela è molto dubbiosa, ma appena li assaggia, divora la porzione. Dopo aver finito, andiamo a fare un passeggiata e arriviamo in spiaggia.
-WOW! - esclama Micaela. In effetti, è un vero paradiso.
-Bello eh? - dico, ammirando il paesaggio.
La sabbia è diversa da quella italiana, non so come spiegarmi. Rimane fresca nonostante il caldo. La preferisco in assoluto. Mentre mia figlia sta in acqua, io intanto inizio a contattare i miei vecchi amici. Li andrò sicuramente a trovare.